La mia filosofia

E’ un amore grande, una passione che nasce fin da ragazzino, quello che oggi a distanza di 33 anni emoziona lo chef Falsetta.

La sua storia è turbolenta, dinamica, segnata dal sacrificio, dallo studio, dalla ricerca. Ricerche che lo hanno portato lontano dalla Calabria e dall’Italia per molto tempo: in giro per il mondo, dall’India agli Stati Uniti d’America, con l’obiettivo di imparare dai migliori e scoprire materie prime in grado di esaltare i suoi piatti. Una visione onirica a cui dare forma colore ed equilibrio. Un bagaglio di studi artistici, la passione per la cucina: due elementi da dover unire per una cucina unica, ricercata, elegante ed allo stesso tempo d’impatto.

Nel cuore sempre la sua terra, le sue origini, le sue radici: lì in quella trattoria dove tutto ebbe inizio, dove la tradizione non lasciava il posto all’innovazione, dove il tempo sembrava essersi fermato ai piatti tipici.

Per lo chef Falsetta ogni uomo è artefice del suo destino, deve imparare, comprendere di essere cittadino del mondo, e in questo stesso mondo l’unica cosa che conta è creare, trasformare ciò che di negativo la vita ci presenta in opportunità, andare oltre i confini tracciati dalla storia e dalla tradizione.

La collaborazione a New York con Franco Migliorini, executive chef della catena Cipriani, in India ad UB City con lo Chef Jean Michel Jasserand, in Minnesota con lo Chef Antonio Tettamanzi, in Florida a Miami nel ristorante dei fratelli Gambino, in sostanza un curriculum che parla da sé, hanno fatto sì che il suo estro si raffinasse, ed oggi il suo coraggio è tangibile nei piatti che crea: osare non deve necessariamente voler dire “forzare”,al  contrario, il focus della sua cucina è senza dubbio la ricerca dell’equilibrio.

Oggi ritorna nella sua terra con la volontà di portare un vento di cambiamento nella ristorazione, con la mano inconfondibile dell’artista, esteta che ha saputo trasformare la sua cucina in una galleria: i piatti le opere d’arte, tele che esplodono in stupore coinvolgendo tutti i sensi.

Una ricerca spasmodica della materia prima, una selezione allo stesso tempo autoctona e globalizzata, importando materie prime pregiate da ogni angolo del mondo: questi alcuni degli ingredienti per una continua fusione di tradizione e innovazione. Contro corrente rispetto a chi pensa che lo Chef debba valorizzare esclusivamente quello che offre la propria terra, lo chef Falsetta offre una visione in continuo movimento ed internazionalmente orientata, in cui il semplice e il tradizionale viene valorizzato dal moderno.

Visione azzardata o utopistica? La risposta è nella contaminazione che caratterizza la sua cucina. I sapori forti, decisi della Calabria, con la delicatezza della materia pregiata: un connubio possibile solo grazie al punto di equilibrio, ricercato attraverso lo studio, si potrebbe dire alchemico, di ogni singolo elemento.